Cittadini
contro le mafie
le strategie della
prevenzione contro il crimine
organizzato transnazionale: il
ruolo delle ONG
articolo
di Rocco Rossitto, inviato a Palermo
Su
190 paesi che fanno parte dell'Onu,
150 hanno firmato la convenzione
che prevede un'azione internazionale
comune contro le organizzazioni
criminali di tutto il mondo. Questo
accadeva martedì 12 dicembre.
Il
13 dicembre, nei cantieri culturali
della Zisa, inaugurati apposta
per l'occasione, si è tenuta la
giornata internazionale di studio
organizzata da Libera e Ispac
con la collaborazione del comune
di Palermo. A fare gli onori di
casa il sindaco Leoluca Orlando:
"Le battaglie si vincono con un'organicità
di valori concreti, a Palermo
abbiamo cercato di creare una
città che sia capitale mondiale
della cultura della legalità,
creando ad esempio scuole per
sconfiggere la mafia".
Il
primo intervento spetta a don
Luigi Ciotti, presidente di Libera,
che con il suo tipico stile informale,
ma diretto, sentenzia che la mafia
si vince innanzi tutto con la
verità, qualunque essa sia, anche
quella scomoda, che non conviene
rivelare. "La corruzione si sta
riaffermando violentemente" e
quindi il parlamento dovrebbe
velocizzare i tempi per le riforme
in materia di confisca dei beni.
L'intervento di don Ciotti diventa
sempre più tagliente, quando invita
a dire "basta" a quei partiti
che curano più l'estetica che
l'etica, a quei partiti che parlano
d'antimafia e hanno nelle loro
"bocche" persone coinvolte in
casi di mafia. Il discorso si
conclude con l'invito a combattere
la mafia in maniera trasversale:
dalla magistratura alla chiesa,
dall'università alle associazioni
non governative, dalle industrie
alla società civile; e con l'impossibilità
di tacere sulle verità riguardanti
i lati perversi della globalizzazione
che hanno creato molte ingiustizie
e che violano diritti. Meritato
l'applauso che sarà il più lungo
e sentito della giornata.
Seguono
altri interventi, tra cui quello
di padre Turturro, che esercita
la sua professione da anni in
prima linea in un quartiere molto
difficile di Paleremo: Borgonuovo.
Attacca il vertice dell'ONU, padre
Turturro, poiché afferma che la
coscienza della piccola gente,
di cui lui fa parte, non ha più
fiducia in talune istituzioni
che cercano la scalata verso il
potere personale sulla pelle dei
cittadini, e che le assoluzioni
ai processi dei "grandi politici",
non cancellano anni e anni di
collusione tra mafia e politica
Ma padre Turturro, non vuole porsi
come voce negativa, e ricorda
ad esempio come, la mafia non
c'è più nelle coscienze delle
persone del suo quartiere e che
nonostante una sostanziale sfiducia
nelle istituzioni, che in alcuni
quartieri hanno abbandonato la
popolazione, i poliziotti non
sono più chiamati sbirri, ma semplicemente
poliziotti o carabinieri. Ultimo
intervento prima pausa pranzo,
l'illustrazione del progetto ELEGIA,
tenuto dalla preside Rosaria Bortolone
di Firenze. Il progetto prende
corpo nell'ambito dell'attività
di prevenzione nelle scuole e
nelle attività di educazione alla
legalità.
I
lavori del pomeriggio sono aperti
dal sottosegretario generale delle
nazioni unite, Pino Arlacchi che
elogia la società civile, in questi
anni impegnata contro la mafia,
ed elenca alcuni punti salienti
del documento firmato il giorno
prima:"Confisca dei beni come
legge internazionale e caduta
del segreto bancario nei paesi
firmatari del documento". Prosegue
il suo discorso, ribadendo la
ferocia delle mafie, che nonostante
l'accurata alfabetizzazione tecnologica,
continuano in tutto in mondo,
a usare la violenza contro la
persona, commettendo efferati
omicidi. Arlacchi conclude il
suo intervento affermando che
il vertice Onu di Palermo non
è che l'inizio di un lungo cammino,
smentendo l'affermazione fatta
il giorno prima che decretava
la vittoria contro la mafia. Interessanti
anche gli interventi del presidente
dell'Arci regionale Alfio Foti,
che racconta l'esperienza positiva
della Carovana Antimafia, giunta
al sesto anno, e di Enrico Fontana
di lega ambiente che denuncia
con dati allarmanti il dilagante
fenomeno dell'ECOMAFIA.
Tano
Grasso conclude la seconda parte
della giornata, elogiando i lavori
svolti contro le associazioni
mafiose, ma ricorda anche come
poco sono state intaccate alcune
organizzazioni contro le quali
deve essere intensificata la lotta
alla mafia. Emotivamente coinvolgente
la sua testimonianza che sottolinea
il ruolo fondamentale dell'associazionismo
antiracket, che aiuta a superare
la disperante solitudine delle
vittime.
La
terza ed ultima sessione vede
come relatori, Umberto Santino
del centro siciliano di documentazione
nei luoghi ad alta densità mafiosa,
di Giovanni Colussi, del centro
studi per la legalità, di Giuseppe
Roma del Censis e di una serie
di interventi da parte di un pubblico
illustre come Giovanni Conso,
già ministro di giustizia, di
Giancarlo Caselli, direttore del
Dipartimento delle carceri italiane,
già procuratore capo della procura
di Palermo, di Pierluigi Vigna,
direttore nazionale dell'Antimafia,
e da tante persone impegnate nel
volontariato. I lavori vengono
chiusi con un brillante intervento
di Rita Borsellino, sorella di
Paolo, che ricorda i numerosi
passi avanti fatti nella lotta
alla mafia, ma che lancia un monito
affinché non ci si culli sui successi
ottenuti e si vada sempre avanti
fino in fondo.
All'interno
degli cantieri culturali della
Zisa, i delegati, il pubblico,
e le numerose forze dell'ordine
impegnate in un eccezionale cordone
di sicurezza sono vistosamente
provati, ma coscienti di aver
partecipato ad un evento carico
di significati e di prospettive.
C'è nell'aria e nei visi delle
persone presenti, in gran parte
tutte molto impegnate da anni
nella lotta alla mafia, una soddisfazione
evidente. Ai Cantieri culturali
della Zisa anche l'ONU riconosce
il valore e l'importanza dell'impegno
delle associazioni non governative
(ONG) nella lotta alla mafia.
Da Palermo parte una nuova offensiva.