Acireale
Lo
definiscono "Il Piu' Bel
Carnevale di Sicilia", in
realta' e' molto di piu': e' la
piu' grossa manifestazione carnascialesca
del meridione. Quello Acese, e'
un carnevale spettacolare, singolarmente
intrigante, per certi aspetti
misterioso. Non e' il caso, in
questa sede, di attardarci sui
motivi che hanno determinato le
fortune della festa. Di secolo
in secolo, attraverso l'aggiornamento
della formula, le opportune innovazioni
e lo sforzo congiunto degli enti
pubblici - Regione Siciliana,
Comune e Azienda di Cura di Acireale,
Provincia regionale e AAPIT di
Catania - la manifestazione e'
cresciuta, fino a diventare un
appuntamento ineludibile e un
veicolo importante del turismo
isolano.
Molteplici le peculiarita' di
questo carnevale a tutto tondo,
fatto dalla folla, per la folla,
con la folla.
I
fantocci salutano, sgangheratamente,
gesticolano, ammiccano: hanno
qualcosa di umano e di irreale
insieme, che pare venuto fuori
per caso, mentre e' frutto di
un artigianato che, di generazione
in generazione, tramanda l'arte
della cartapesta come il tesoro
piu' prezioso della famiglia.
Assieme a quelli allegorici, ecco,
poi, i carri infiorati, nella
costruzione dei quali vengono
normalmente impiegati circa 30
mila garofani. I cortei - nella
cui economia giocano un ruolo
fondamentale i gruppi mascherati
e i complessi folk - sfilano nel
centro storico di una citta' in
cui il barocco ha scritto capitoli
non ancora pienamente compresi
- Piazza Duomo e' stata inclusa
dal Touring Club tra le piazze
minori piu' belle -. Le grandi
maschere dei carri fanno l'occhiolino
alle cariatidi e ai mascheroni
in pietra lavica o il pietra bianca
dei palazzi, sicche', talvolta,
hai l'impressione che sia la citta'
a venire avanti.