A
Carnevale ogni festa vale
A
carnevale "si può".
E' questo il significato di una
delle feste più attese
dell'anno. Quella tradizionalmente
assegnata alla liceità:
del cibo, del travestimento, della
"trasgressione" (come
si direbbe oggi). Dopo la quaresima,
il ramadan cattolico, si poteva
tornare a cibarsi in abbondanza
(rispetto alle proprie possibilità).
Tornava con il cibo il sorriso,
la voglia di vivere, di divertirsi.
Lo "scherzo" di carnevale.
In questi giorni "tutto è
ammesso". La rigicità
sociale si rilassa, nello stesso
tempo si rafforza permettendo
la valvola di sfogo necessaria.
Religione e spiriti pagani, tradizioni
"ataviche" e pre-cristiane
riemergono.
In
Sicilia non c'è paese che
non festeggi il suo carnevale.
"Il più bello"
quello di Acireale, ma anche Sciacca,
Palma di Montechiaro, ogni comune
ha la sua sfilata di carri, i
balli in strada, l'aspersione
di coriandoli e luminarie. Ci
si maschera, soprattutto i bambini
- ritornano i "dòmini",
le maschere a mantello nero che
rievocano gli incappucciati della
santa inquisizione -, un tempo
erano gli Zorri, ora sono i Pokemon.
L'importante è lo scarto
dalla quotidianità, assaporare
- a modiche dosi - l'eccezionalità.
Ma senza esagerare, e comunque
solo dietro una maschera.
Questo
speciale non vuol essere "esaustivo"
delle mille facce e delle mille
feste dei carnevali siciliani.
Presentiamo alcune realtà
che (tramite il web) è
possibile conoscere. Ci auguriamo
che sempre più realtà
siciliane scelgano di avere una
maggiore e migliore visibilità
sul web.