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Il passaggio dalla Yamaha alla Ducati avvicinera' ancora di piu' Valentino Rossi alla Formula 1. A dirlo e' il padre...
Valentino Rossi passa alla Ducati
Il passaggio dalla Yamaha alla Ducati avvicinera' ancora di piu' Valentino Rossi alla Formula 1.A dirlo e' il padre del campione del mondo della Yamaha, Graziano Rossi, secondo il quale il figlio non ha messo da parte il sogno delle quattro ruote.
"Valentino oggi non e' in grado di smettere di fare il motociclista - ha spiegato- e' integro a livello di motivazioni, ma quel sogno e' tutt'altro che svanito, anzi. Se tra 3-4 anni volesse arrivare in F.1, quale via migliore della Ducati? Questo passaggio mi sembra un grosso passo avanti".
Per Rossi senior l'avventura del figlio in Ducati e' "una sfida affascinante, un rapporto intrigante". "Credo che Valentino ci pensasse da anni, almeno 3-4. Quando scelse la Yamaha i tempi non erano maturi".
Il nove volte campione del mondo, che ha portato in pista un nuovo motore per la fine della stagione con la Yamaha, non e' stato messo in condizione di provare la nuova forcella montata sulle moto di Lorenzo e Spies, ma anche sulle Honda e sulle Suzuki che partecipano ai test.
"Il motore nuovo va bene - ha detto Rossi - spero di poterlo usare per finire bene la stagione. Per le altre cose, e' normale che non mi abbiano fatto provare la nuova moto, del resto io l'anno prossimo non saro' un pilota Yamaha e ci sta. Quello che a me dispiace e che non mi abbiano dato la nuova forcella".
Ma il tema fondamentale rimane lo storico passaggio alla Ducati.
"In questi mesi ho dovuto pensare piu' seriamente cosa fare nei prossimi anni, la Ducati mi stava cercando da tanto e ho deciso di parlare con Preziosi (il capo di Ducati Corse, ndr), che gia' conoscevo e mi ha trasmesso la loro grande voglia di avere Valentino sulla Ducati. Qui in Yamaha il mio lavoro e' finito.
Quando sono arrivato la moto non andava, poi l'abbiamo resa la Motogp piu' cercata e migliore. Prima c'ero solo io, adesso la Yamaha ha tanti piloti forti, con Lorenzo c'e' anche Spies, quindi mi sembra che la situazione sia cambiata tanto, non sono piu' fondamentale".
"Dopo avere vinto cosi' tanto e a questa eta', c'e' bisogno di motivazioni e di un bell'ambiente e questo credo di poterlo trovare in Ducati. Naturalmente dalla Yamaha mi aspetto che non si dimentichino di tutto quello che ho fatto per loro e che mi facciano provare a Valencia". Che cosa ha convinto Rossi a passare alla Ducati dopo il primo, sterile contatto nel 2003?
"Le cose che hanno fatto la differenza sono state aver capito di sentire la voglia di fare qualcosa di diverso, sono cambiati molto anche loro". Due sfide diverse quelle di Yamaha e Ducati.
"Quando sono arrivato in Yamaha la moto era molto meno competitiva di quanto poteva essere la Ducati all'epoca. Sono cambiati i tempi sono passati gli anni, credo sara' difficile anche questa volta. Forse sara' piu' facile il 2012 quanto tutti ripartiremo da zero con le 1000cc, ma per dirlo con certezza dovrei provare la Ducati. Un'altra cosa che mi ha convinto a lasciare la Yamaha e' stata la situazione di Masao Furusawa (general manager Yamaha Racing, ndr) che quest'anno va in pensione.
Per me la Yamaha era lui, io ho parlato sempre con Furusawa di questione tecniche e non solo; quindi mi mancherebbe una persona importante. Qualcosa del Giappone e' pero' rimasto a Rossi. "Si', mi piace molto il sushi!". Tutti si aspettano un ingaggio favoloso: "Su questo voglio essere chiaro - ha detto Rossi - il mio ingaggio in Ducati e' la stessa cifra che mi ha offerto la Yamaha, non ho fatto queste scelte per i soldi quando avevo 20 anni figurarsi adesso".
Quanti milioni di euro, con certezza non e' dato sapere: si parla comunque di circa 14.
La carriera
Nove titoli mondiali, 104 vittorie, 168 podi e 59 pole position, Valentino Rossi, classe 1979, e' il piu' grande tra i motociclisti in attivita', il proulsore del Motomondiale, il pilota che tutte le Case del mondo vorrebbero.
La sua carriera parla chiaro.
Dal 1996, anno del debutto nel Mondiale in classe 125, Rossi ha militato per 4 stagioni in Aprilia, vincendo 2 titoli mondiali: il primo nella ottavo di litro nel 1997, il secondo nel 1999 in 250. Il passaggio alla 500 inaugura un altro periodo d'oro per Valentino, che impiega la prima delle quattro stagioni in sella alla Honda, quella del 2000, per fare esperienza.
Dopo il secondo posto del primo anno nella mezzo litro, Vale arriva al primo titolo della 500 nel 2001.
L'anno successivo passa alla Motogp. L'addio alle due tempi e l'arrivo delle micidiali 1000 cc da 250 cavalli non spaventa Rossi, che regala alla Honda due Mondiali, nel 2002 e 2003. Nel 2004 il passaggio alla Yamaha.
Nella stagione precedente Rossi era stato tentato anche dalla Ducati, ma l'accordo non arrivo' - si dice - per il rifiuto della Casa bolognese di permettere a Valentino di portare con se' i suoi meccanici e tecnici dalla Honda. Cosa che avvenne con la Yamaha, dove Valentino trapianto' tutti gli uomini che gli avevano permesso di conquistare 3 titoli iridati con la Honda.
L'uomo chiave nel box accanto a Vale e' il neozelandese Jeremy Burgess, capo meccanico di esperienza, di poche parole e capace di interpretare al meglio le direttive di Rossi. Il matrimonio con la Yamaha e' stato il piu' lungo nella carriera del Dottore.
Sei lunghi anni di convivenza felice, con 4 titoli mondiali, il primo dei quali al debutto. Nel 2003 la Yamaha non era tra le moto piu' forti della MotoGp.
Rossi accetto' la sfida e inizio' un lavoro molto duro per rendere la 4 cilindri di Iwata piu' competitiva.
Lorenzo compagno scomodo ( e pericoloso)
Storica la prima gara della stagione 2004, in Sudafrica a Welcom. Dopo un duello serratissimo con Max Biaggi (su Honda), Rossi vinse, e inizio' la sua storia da dominatore con la Yamaha. L'idillio tra il pilota e la Casa dura fino al 2008, quando accanto al campionissimo arriva l'arrembante Jorge Lorenzo. Lo spagnolo viene dalla 250, dove ha vinto due campionati. Non solo, Jorge non e' un compagno remissivo, ha un carattere simile a quello di Vale. Il primo anno di convivenza passa tranquillo per Rossi, che si conferma campione del mondo; il successivo, il 2009, inizia a far vedere crepe nel box Yamaha.
Separati da un muro, i due si confrontano ai massimi livelli.
Lorenzo diviene per Rossi il compagno piu' scomodo mai avuto in squadra e il fastidio del Dottore arriva sotto forma di una chiara richiesta alla Yamaha: "Due piloti forti in squadra non servono", dice Rossi.
Ma la risposta dei vertici di Yamaha non lo soddisfa. Con il contratto in tasca per tutto il 2010, Lorenzo prosegue nella sua crescita, mettendo anche in pericolo il titolo del 2009, che viene comunque vinto da Valentino.
L'incidente
Il 2010 e' un'altra storia: cominciata con la vittoria in Qatar, la stagione di Rossi e' segnata dal terribile incidente del Mugello, il 5 giugno.
La caduta causa la frattura esposta e scomposta di tibia e perone della gamba destra. Un infortunio che in un primo momento si pensava lo potesse tener fuori per piu' di cinque mesi. Dopo 230 gare consecutive, Valentino e' costretto ad uno stop forzato. Il ritorno in pista avviene pero' prima di ogni piu' rosea aspettativa.
Dopo un mese, Rossi e' in pista a Misano per provarsi in sella alla Yamaha da Superbike. Successivamente, nuovo test, a Brno (Repubblica Ceca), sempre su una R1.
Il debutto in gara avviene nel Gp di Germania al Sachsenring, dopo appena 43 giorni dall'incidente: risultato, quarto posto. Dal 2011 nuova avventura per Vale con la Ducati: il sogno di avere un altro italiano in sella a una moto made in Italy in grado di vincere si avvera 38 anni dopo quel lontano 1972 quando Giacomo Agostini era pilota ufficiale della Mv Agusta.
Ducati, Rossi spinge anche l'immagine
Per la Ducati, l'arrivo di Valentino Rossi e' un evento della massima importanza.
Un campione indiscusso come Valentino sulla moto italiana era un sogno dal 2003. "Credo che per noi - afferma Gabriele Del Torchio, amministratore delegato di Ducati - si tratti di un annuncio molto importante.
Il poter contare per la stagione 2011 e 2012 su questo binomio importante - il piu' grande campione mondiale del motociclismo che e' Valentino Rossi e insieme Ducati - un binomio tutto italiano, per dirlo con una battuta 'Rossi sulla Rossa', diventa uno di quelli destinati a segnare una tappa fondamentale nella storia dello sport italiano ma anche nella storia dell'industria italiana".
"Devo dire - aggiunge - che il fatto di avere Valentino con noi va oltre al valore solo sportivo e competitivo, che gia' di per se' e' importante, e crea una combinazione che avra' un valore importante per tutto il made in Italy".
La presenza di Rossi in Ducati rappresenta anche un indiscusso valore aggiunto per le moto della Casa di Borgo Panigale. "Fare un parallelo diretto tra la presenza di Valentino con noi e l'evoluzione degli affari dell'azienda e' molto difficile. Certamente ci aiutera' a costruire ancora di piu', a costruire sul valore del nostro marchio che e' uno degli assi piu' importanti nella politica aziendale.
Noi lavoriamo - spiega l'ad - con tre pilastri fondamentali; l'innovazione del prodotto, la qualita' (funzionale ed emozionale) e il valore del marchio. Credo che Valentino ci rendera' ancora piu' conosciuti nel mondo e credo che sia un bell'esempio per l'industria italiana.
Dobbiamo riscoprire l'orgoglio di essere italiani, noi non abbiamo mai abbandonato questa idea. Le nostre moto sono tutte prodotte e progettate a Borgo Panigale, restiamo fortemente italiani e finalmente, coronare il sogno di avere un grande pilota italiano con noi e' veramente l'amplificazione di questo concetto di made in Italy".
"La presenza di Valentino sara' uno stimolo per tutti. Da lui ci aspettiamo un grande aiuto nella messa a punto della Motogp", prosegue Del Torchio, accennando anche al vantaggio della vicinanza tra Borgo Panigale e Tavullia, 'patria' di Vale.
Quanto alla situazione industriale, l'ad osserva che "in un momento in cui il mercato in tutto il mondo va particolarmente male, e questo si somma a un andamento negativo gia' verificatosi nel 2009, Ducati ha ricominciato a crescere e segna un segno piu' nelle sue immatricolazioni nel mondo.
Questo e' un risultato significativo e noi lo dobbiamo ai nuovi prodotti e in particolar modo al positivo andamento della Multistrada". Del Torchio ricostruisce cosi' la trattativa con Rossi. Lo scorso anno a Misano, Valentino lodava la velocita' delle Desmosedici in pista complimentandosi con il responsabile di Ducati Corse, che e' anche l'ingegnere padre delle 'rosse a due ruote'.
"Le ottime relazioni e la stima reciproca tra Valentino Rossi e Filippo Preziosi, che e' il direttore generale di Ducati Corse - spiega l'ad - hanno contribuito in modo importante alla scelta di Valentino. Rossi sa che con noi trovera' un team completamente motivato, pronto e dedicato a lui, ma che si aspetta anche consigli, suggerimenti, messa a punto della moto per continuare ad essere al vertice della competitivita"'.
Un altro punto importante per costruire la stagione 2011 del binomio Valentino-Ducati saranno i test di Valencia, dopo l' ultima gara di Mondiale. Se la Yamaha negasse il consenso a far provare Rossi, che ha in contratto fino al 31 dicembre, la Ducati perderebbe 4 mesi di sviluppo.
"I test di Valencia saranno molto importanti.
La decisione di permettere a Rossi di guidare la nostra moto comunque non spetta a noi ma a Yamaha. Io non ho motivi per ritenere che Yamaha non consenta a Valentino di fare i test", dice Del Torchio, ricordando che la Ducati ha permesso a Casey Stoner di provare con la Honda, che pilotera' nella prossima stagione.
