World war (Esteri)
Una situazione drammatica con 6 milioni di persone senza tetto, cibo e, soprattutto, senza acqua potabile. Con il...
In Pakistan situazione drammatica
Una situazione drammatica con 6 milioni di persone senza tetto, cibo e, soprattutto, senza acqua potabile. Con il rischio di una "seconda ondata di morte" che "avrà un bilancio molto più pesante della prima". E' questa la situazione nel Pakistan alluvionato, dove "presumibilmente centinaia di persone stanno già morendo" in attesa degli aiuti, senza che sia scattata in occidente la gara di solidarietà che ha seguito tragedie come lo tsunami o il terremoto di Haiti.A fare il punto è il portavoce Onu per gli aiuti umanitari Maurizio Giuliano che, da Islamabad, parla di un'emergenza che cresce lentamente e per questo non ha provocato quell'impatto emotivo forte che ci fu, ad esempio, di fronte alla tragedia delle 230 mila persone morte ad Haiti. "E' come se quello che vive il Pakistan fosse uno tsunami che avanza lentamente - spiega - facendo aumentare l'emergenza di giorno in giorno". E lo dimostrano i dati: le inondazioni hanno ucciso 1.500 persone, ma è un bilancio destinato a salire. "Perché la vera emergenza è iniziata dopo - assicura Giuliano - continuando ad aumentare con il passare del tempo".
A quasi un mese dall'alluvione i due milioni di senza tetto, ai quali è stato dato rifugio, si sono rapidamente trasformati in 6 milioni. E le persone che hanno bisogno di aiuti immediati perché senza acqua o cibo, da sei milioni sono passati ad otto milioni". Il risultato è che probabilmente sarà destinata a crescere anche la cifra di 460 milioni di dollari fissata dall'Onu nel primo appello ai paesi donatori e coperta al momento al 70%. "Ma bisogna fare in fretta - avverte Giuliano - senza acqua potabile, cibo e un tetto i più deboli, come bambini anziani e donne incinta stanno certamente già morendo, e la seconda ondata di morte avrà un bilancio assai più grave".
Sull'emergenza Pakistan interviene Agire. Oltre 20 milioni di persone colpite in Pakistan da quella che le Nazioni Unite hanno definito una catastrofe paragonabile al terremoto di Haiti e allo tsunami del 2004'. Vista l'ampiezza e la gravità della situazione, lancia un appello di raccolta fondi per sostenere il lavoro di 5 Ong della propria rete, impegnate fin dai primi giorni dell'emergenza a portare i necessari aiuti alle popolazioni colpite.
Le informazioni raccolte dagli operatori delle Ong, spiega Agire, parlano di una situazione incredibilmente preoccupante.
"L'attenzione su questa emergenza è purtroppo assolutamente inadeguata alle dimensioni della catastrofe - ha dichiarato Marco Bertotto, direttore di Agire. Solo aumentando la visibilità sul dramma che stanno vivendo 20 milioni di persone in Pakistan - ha aggiunto - sarà possibile portare gli aiuti necessari e sostenere l'impegno generoso delle organizzazioni umanitarie".
I fondi raccolti da Agire sosterranno gli interventi di ActionAid, Cesvi, Intersos, Save the Children e Vis che in Pakistan stanno distribuendo generi di prima necessità e fornendo cure mediche all'enorme popolazione sfollata.
E' possibile effettuare donazioni con carta di credito al numero verde 800.132870, on line dal sito internet www.agire.it , versamenti con bollettino postale sul conto corrente n. 4146579 intestato a Agire onlus, via Nizza 154 - 00198 Roma. Causale Emergenza Pakistan o attraverso Bonifico bancario sul conto BPM - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Pakistan

