Una
catanese sul patibolo
Gina
Bonanno ha 35 anni ed è
di origini catanesi. Nata in Maryland,
ha sei figli e da dieci anni vive
nel braccio della morte. E' stata
condannata nel 1993 alla pena
capitale, la Corte Suprema della
Pennsylvania annullò il
verdetto nel 1999. Non fece lo
stesso con la colpevolezza. Solo
tra qualche giorno avrà
inizio un nuovo processo che deciderà
se Gina dovrà morire o
se sarà condannata allergastolo.
Lomicidio, materialmente,
sarebbe stato commesso dal suo
partner.
La
storia di Gina, nella ricca America,
è quanto di più
tragica si possa raccontare. A
17 anni il primo, brevissimo matrimonio.
Una seconda unione felice fu bruciata
quando il suo compagno, un camionista,
restò ucciso in un incidente
stradale. Gina iniziò a
bere e perse il lavoro. Per mantenere
i figli iniziò a lavorare
come ballerina in un night. Qui
conobbe Bill Gribble, un tossicodipendente,
e da lui ebbe altri tre figli.
Bill la scoprì tra le braccia
del proprietario del night, ancora
sotto gli effetti dell'alcool
e della droga, lo uccise e fatto
a pezzi. Gina sarebbe stata costretta
ad accompagnarlo in auto per disfarsi
del cadavere. I due complici furono
poco dopo arrestati. Alla polizia
Bill confessò l'omicidio
e disse di aver agito per gelosia.
Gina, che si sentiva in colpa,
si addossò anche lei il
delitto per scagionare il partner.
Bill sia Gina furono accusati
di omicidio premeditato a scopo
di rapina. I due imputati optarono
per un processo senza giuria.
L'avvocato d'ufficio di Gina la
indusse a dichiararsi colpevole.
Nel
1993, arrivò la condanna,
annullata sei anni più
tardi perché alla Corte
Suprema della Pennsylvania la
decisione iniziale di Gina di
rinunciare alla giuria non apparve
''né consapevole, né
intelligente, né volontaria''.
Il nuovo processo è ora
alle porte: alla giuria, il compito
di una nuova sentenza che potrà
essere solo l'ergastolo o la morte
perché l'annullamento del
1999 riguarda solo la pena, non
il verdetto di colpevolezza.
20020128