Il
"Sacco" bianco dei devotissimi
"SACCO
BIANCO" che viene indossato
dai fedeli per la festa di S.
Agata non è la "tunica
bianca che portavano i sacerdoti
della dea Iside durante le feste
in suo onore che avevano luogo
dall'1 al 15 Agosto di ogni anno,
come ci fa sapere anche Apuleio
nelle Metamorfosi.
Non
è "la camicia da notte"
come ci narra una leggenda del
1700 secondo la quale all'arrivo
delle preziose reliquie di S.
Agata (1126) i cittadini accorsero
a venerarle con indosso la camicia
da notte, in quanto l'uso della
stessa ebbe inizio verso la fine
del XIV° secolo (1300) [Enciclopedia
Universale Larousse].
Questa
camicia bianca che viene chiamata
"IL SACCO" altro non
è che il "SAIO PENITENZIALE"
o "CILICIO" di una volta
ovvero il "SAKKOS" greco-bizantino
cioè una "VESTE LITURGICA"
e "TEOLOGICAMENTE RICCA".
È l'antico "PERIZOMA"
cioè il "SAK"
che viene tradotto in il "SACCO",
fatto di una stoffa molto ruvida,
vera tela di sacco, che gli uomini
e le donne si avvolgevano intorno
alle reni nei giorni di lutto
e di penitenza, i più zelanti
direttamente sopra la pelle come
una sorta di cilicio.
Il sacco era fatto di tela bianca,
era il vestito della gente del
popolo, quello che verosimilmente
adoperò Gesù per
lavare, come servo, i piedi dei
suoi discepoli (Gv. 13, 4), fatto
di stoffa molto ruvida.
I Profeti avevano portato il "SAK"
in segno di protesta contro il
lusso; nell'Apocalisse si dice
che "alla vigilia del giorno
del giudizio Dio manderà
i suoi due testimoni a profetizzare
... "vestiti di SAK"
(Henry Daniel Rops).
Nell'Antico
Testamento si parla molto spesso
del SAK" - vd. : Gen 37,
34; Sal. 35, 13; Ger. 4, 8; ecc...
Nel Nuovo Testamento si fa cenno
in: Mt. 11, 21; Lc. 10,13; Ap.
11, 3; e cosi via.
Nell'Antico Testamento la menzione
del sacco noi la troviamo in:
A)
MOSÈ ordina ai Leviti che
nel portare l'Arca dell'Alleanza,
contenente le Tavole della Legge
(i dieci comandamenti), portino
il sacco penitenziale ed il capo
coperto di cenere.
B)
DANIELE invita il popolo a supplicare
Dio con il "digiuno, vestito
di sacco e la cenere in testa:"
Io Daniele... rivolsi al Signore
Dio per pregarlo e supplicarlo
con il digiuno, vestito di sacco
e con la cenere in testa e feci
la mia preghiera e la mia confessione
al Signore mio Dio" (Dan.
9, 1; 18, 27).
C)
MACCABEO ed i suoi compagni si
rivolsero a Dio. "Essi cosparsero
il loro capo di cenere ed indossarono
il sacco di penitenza e si prostrarono
davanti all'altare del sacrificio,
supplicando Dio di avere pieta'
di loro" (2 Macc. 10, 24-31).
D)
ACAB, RE di ISRAELE, dopo che
Elia il Tisbita gli annunciò
un castigo del Signore, si strappò
le vesti, indossò un "sacco
penitenziale" nella carne
e digiunò; si copriva con
il sacco e camminava a testa bassa.
(1 Re 21, 27-29).
E)
GIOIELE: "Cingete il cilicio
e piangete, venite, vegliate vestiti
di sacco penitenziale" (Gioiele
1, 13-15)
F)
GIONA il Profeta su ordine di
Dio predicò la penitenza
ai Niniviti i quali credettero
in Dio, bandirono un digiuno e
vestirono "il sacco penitenziale"
(Giona 3, 1-10).
G)
Dal LIBRO delle LAMENTAZIONI "Siedono
a terra in silenzio gli Anziani
della figlia di Sion, hanno cosparso
di cenere il capo, si sono cinti
di sacco, curvavano a terra il
capo le vergini di Gerusalemme"
(2, 2.10.14.18.19).
H)
Dal Profeta AMOS: "Cambierò
le vostre feste in lutto e tutti
i vostri canti in lamento: farò
vestire ad ogni fianco "il
sacco" (8-4; 9-12). I) Dal
SALMO 34, 13 "Quando ero
molestato mi vestivo di sacco,
mi laceravo con il digiuno e la
mia preghiera mi si ripercoteva
in seno".
L)
Il fiero Profeta ELIA indossava
un mantello di pelle sopra un
rozzo grembiule o "sacco"
stretto ai fianchi come vesti
il Precursore di Gesu' Cristo,
Giovanni il Battista.
M)
SAN LUCA EVANGELISTA: "Guai
a te, Corazin! Guai a te, Betsaida!
perchè se in Tiro e Sidone
si fossero operati i prodigi compiuti
in mezzo a voi, esse, da lungo
tempo, prostrate nella cenere
e vestendo il sacco-cilicio, avrebbero
fatto penitenza (Lc. 10, 13)
N)
ISAIA (58, 1-9) "Non digiunate
più come fate oggi, piegare
come un giunco il proprio capo,
usare il sacco e cenere per letto.
Una
conferma di quanto sopra viene
da Mons. Adolfo Longhitano, Archivista
della Cattedrale di Catania, che
nel settimanale "PROSPETTIVE"
scrive "Il Vescovo Maurizio
afferma : "Noi vi andammo
incontro a piedi scalzi ed in
bianche vesti" (Noi = Vescovo
e Monaci dell'Abbazia-Cattedrale,
quindi con abiti liturgici).
La "camicia da notte"
nel Medio-Evo non era ancora usata
da alcuno; infatti risulta dai
documenti che i devoti sino all'inizio
del "500 non indossavano
l'abito bianco, ma erano nudi
"fasciati nel mezzo della
persona solamente da una avvolta
tovaglia".
Circa
l'abbigliamento dei devoti nei
secoli XVI° e XVII° dai
documenti risulta:
1)
ALVARO PATERNO', nel suo cerimoniale
della prima metà del "500,
lamenta che nel passato i devoti,
sfidando i rigori del freddo invernale,
portavano il fercolo di S. Agata
nudi senza raffreddori o malanni,
ora da qualche tempo è
invaso l'uso di andare "coperti
et vestiti cum saki di disciplina".
2)
Il GUARNERI nel 66 che durante
la festa una barriera di devoti
era schierata a destra ed a sinistra
del fercolo per proteggere dalla
calca della folla i portatori
a spalla della Santa.
3)
SALOMONE MARINO scrive che dall'inizio
dell'800 molti devoti andavano
in processione a piedi nudi (cosi
Mons. Adolfo Longhitano).
O)
SAN METODIO, Patriarca di Costantinopoli:
Sant'Agostino, San Vincenzo Ferreri,
Sant'Antonio, parlando di S. Agata,
hanno detto che il SACCO BIANCO
vuole anche ricordarci la "VESTE
BIANCA" che il Sacerdote
dà nella somministrazione
del S. Battesimo, che i primi
cristiani indossavano per i primi
otto giorni e poi la conservavano
per essere seppellita alla morte
con il cadavere
P)
Il MERCOLEDI delle CENERI: dal
IV° al IX° secolo, ai
cristiani che erano pubblici peccatori,
il Mercoledi delle Ceneri veniva
loro imposto dal Papa a Roma e
dai Vescovi nelle varie Diocesi
il SACCO PENITENZIALE e LA CENERE
sul CAPO, sacco che dovevano portare
durante tutta la Quaresima. Erano
espulsi dalla Chiesa e venivano
riammessi, se avevano eseguito
la penitenza, il Giovedi Santo
nella S. Messa delle ore sei,
prima di quella Crismale.
Ecco
il vero significato del "sacco"
indossato dai catanesi il 17 Agosto
dell'anno 1126 in occasione del
ritorno delle reliquie di S. Agata
a Catania e non, come narra la
leggenda popolare, la camicia
da notte, allora invero sconosciuta,
oppure dopo il terremoto del 1693.
(Ved. Vita di S. Agata di Mons.
Romeo - edizione 1926; Ved. Verbale
redatto dal Vescovo Maurizio nel
1126 pubblicato su " PROSPETTIVE"
del 4.2.1996).
Secondo
quanto ci è stato tramandato
dagli storici, come ad esempio
(1955) Henri Daniel Rops, Accademico
di Francia, scomparso nel 1965,
le persone dormivano a terra su
un pagliericcio oppure sopra una
stuoia in quanto non esisteva
il letto, i ricchi si coprivano
con un lenzuolo, il ceto medio
dormiva con gli stessi vestiti
del giorno ed i poveri nudi. Nessuno
usava la camicia da notte perchè
sconosciuta.
In
principio il sacco era di colore
cenere, poi si usò il bianco
che indica purezza, scienza religione,
speranza mentre la berretta scura
vuole indicare la cenere ed il
cingolo la castità.
Due
secoli addietro invalse l'uso
di portare i guanti bianchi in
segno di rispetto, mentre il fazzoletto
si usava, sino a mezzo secolo
fa per salutare i parenti e gli
amici che partivano con la diligenza
oppure con il treno.
Altra
leggenda vuole che i cristiani
soppressero la cerimonia pagana
di portare una toga bianca in
occasione della festa di Iside,
dea del mare; infatti, sotto la
dominazione romana i catanesi,
nel mese di Agosto, portavano
in giro la dea Iside, raffigurata
da una statua di una giovane in
abiti succinti, in occasione delle
feste in suo onore ed in onore
di Augusto.