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La Leggenda

Il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano (per la fertilità), è l' origine di questa festa degli innamorati.
Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, al dio Lupercus. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinchè il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.

Determinato a mettere un termine a questa ottocentesca vecchia pratica, i padri precursori della Chiesa hanno cercato un santo "degli innamorati' per sostituire il deleterio Lupercus. Così trovarono un candidato probabile in Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima.

Il legame tra San Valentino e gli innamorati è legato alla tradizione anglosassone medievale, secondo la quale gli uccelli iniziano a nidificare il 14 febbraio risvegliandosi alla vita e al santo di quel giorno sarebbe toccata la protezione appunto degli innamorati. "San Valentino, la primavera è vicino" recita uno dei detti popolari e leggende e curiosità sono prolificate su questo santo, la cui storia non è ben identificata: Valentino è ora vescovo di Roma, ora di Terni. In entrambi i casi avrebbe subito il martiri decapitato nel 273. Probabilmente fu vescovo di Terni, recatosi a Roma per guarire un ammalato, subì lì il martirio. La leggenda racconta che egli, amico dell' imperatore, fu prima messo agli arresti domiciliari nella casa del prefetto; qui restituita la vista alla figlia del suo nobile ospite, di lei si innamorò platonicamente. Le indirizzò così una lettera che consegnò al padre di lei solo in punto di morte il 14 febbraio, giorno del suo martirio. Al martire di Terni facevano invece ricorso le giovani coppie che volevano far pace. Abile anche nelle conversioni, Valentino portò al cristianesimo il filosofo Cratone e suoi tre discepoli. E` patrono di Terni, Breno e Passau, protettore dei giovani e appunto degli innamorati. E` raffigurato, a volte, in veste di soldato di Cristo ed è invocato per i dolori al ventre, gli svenimenti e contro le cadute e la peste.

Valentino, presbitero, santo, martire di Roma (?), ricordato dagli itinerari del VII secolo in una basilica sopraterra al II miglio della via Flaminia, dove oggi è il viale Pilsudski, edificata da Giulio I (336-352) sul luogo della sepoltura. Venne ricostruita da Onorio I (625-638), ampliata da Benedetto II (684-685) ed ebbe un monastero annesso al tempo di Niccolò II (1059-1061). Nel XIII secolo S. Valentino, molto probabilmente, fu portato a S. Prassede nell’Oratorio di S. Zenone. Qui le reliquie di Zenone e Valentino erano in un’arca marmorea dalla quale vennero rimosse nel 1699. Il presbitero Valentino viene indicato dal De Locis come fratello di S. Zenone. Il Diario Romano (1926) ricorda l’esposizione delle reliquie nell’attigua cappella della Colonna. Nella cappella dedicata a S. Nicola da Tolentino a S. Agostino in Campo Marzio sono visibili, presso l’altare, parte delle spoglie di un presbitero di nome Valentino. M.R.: 14 febbraio - A Roma, sulla via Flaminia, il natale di san Valentino, Prete e Martire, il quale, glorioso per guarigioni e dottrina, fu percosso con bastoni e decapitato sotto Claudio Cesare.
Valentino, martire (?), suoi resti, provenienti dalla confessione, vengono indicati nel XVIII secolo, all’altare del S. Cuore a S. Lorenzo in Damaso.

[ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]


 

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